home news glossario webmail contatti
     
 

I segni clinici della calvizie

Il diradamento, che si evidenzia come iniziale segno premonitore di una AGA, non sempre è conseguente ad una riduzione del numero dei capelli ma spesso deriva da un loro progressivo assottigliamento. I follicoli interessati producono un pelo corto, chiaro e sottile, indice di un processo di miniaturizzazione che interessa la regione colpita e che si mescola a capelli di vario spessore, colore e lunghezza corrispondenti a varie fasi del processo di miniaturizzazione. Nell'AGA questo processo interessa solo i follicoli androgeno-dipendenti che sono presenti nelle regioni fronto-temporali e nel vertice. Vengono tipicamente risparmiate le regioni parietali laterali e la regione nucale dove i follicoli mantengono la loro insensibilità agli androgeni anche quando vengono trapiantati nelle zone affette da calvizie (principio della dominanza del donatore). Un secondo fenomeno interviene ad accentuare il diradamento: si apprezza la presenza di piccole aree completamente prive di capelli che corrispondono a follicoli che hanno già perso il capello in fase telogen ma non hanno ancora iniziato un nuovo anagen. Con il tempo si assiste ad una progressiva, reale riduzione della densità follicolare evidenziata da un cuoio capelluto dall'aspetto sempre più glabro.

Le manifestazioni cliniche si presentano diverse nei due sessi:

  • Nell'uomo la progressione dell'AGA, valutabile con la scala di Hamilton-Norwood, determina inizialmente una recessione della linea fronto-temporale (stempiatura) seguita da calvizie del vertice. La recessione frontale può diventare uniforme, approfondendosi verso il vertice, fino a determinare, nelle forme più avanzate, la formazione di un'area calva che interessa tutta la regione fronto-parietale centrale. Naturalmente esistono tutta una serie di situazioni intermedie e diverse tra di loro a significare che l'AGA non può corrispondere facilmente ad una schematizzazione universale. Nella maggior parte dei casi la calvizie tende ad evidenziarsi verso i 30 anni anche se un esordio più precoce non è affatto raro e spesso si accompagna ad una progressione più rapida della malattia. La velocità di progressione è comunque assai variabile: in alcuni casi una calvizie grave può evidenziarsi in meno di cinque anni per poi arrestarsi definitivamente. Altri uomini sviluppano la calvizie molto lentamente e sono necessari anche 20-25 anni perché si arrivi ad un grado severo. Altri ancora non raggiungono mai gli stadi più severi ma si attestano su situazioni di gravità intermedia. Nei rari casi di alopecia ad insorgenza molto precoce, pre o post puberale, è indispensabile suggerire una serie di esami che indaghino la funzionalità delle ghiandole surrenaliche.
  • I tipi di AGA descritti da Hamilton per l'uomo si osservano anche nella donna, così come è possibile, seppur raramente, osservare un uomo con una calvizie di tipo femminile. Tuttavia, nella donna, la calvizie si presenta più comunemente come un diradamento di capelli della regione coronale con preservazione della linea di attaccatura frontale. Questo tipo di calvizie è stata descritta per la prima volta da Ludwig e la scala proposta per valutare l'alopecia nelle donne porta il suo nome. Secondo questa classificazione al I° grado corrisponde l'assottigliamento dei capelli nella regione coronale che si evidenzia con un'area ovale di diradamento circondata da una banda di capelli a densità normale, larga da 2 a 4 centimetri circa. La progressione al II° grado determina una ulteriore rarefazione a livello coronale con preservazione della frangia. L'ultimo grado, il III°, si presenta come una calvizie pressochè completa della regione coronale.
  • Negli stadi iniziali dell'AGA in una donna la perdita di capelli può essere diffusa. In questi casi sarà opportuno raccogliere un'anamnesi farmacologica, prescrivere i test di funzionalità tiroidea, consigliare un'ecografia ovarica, verificare la concentrazione sierica di ferritina, per escludere altre cause di alopecia diffusa.
  • Un ulteriore classificazione, la scala di Savin, proposta agli inizi degli anni '90, può essere utile per valutare sia gli eventuali effetti di un trattamento medico, sia per valutare il grado di calvizie. Si procede, attraverso tecnica fotografica standard, alla valutazione dell'entità del diradamento attraverso la misurazione dell'ampiezza della scriminatura centrale.

Torna su


NEWS
IN PRIMO PIANO
CONTATTACI
LINKS
 
  © 2006 Prof. Franco Buttafarro
P.IVA 01957060013